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Ambra Angiolini e la bulimia: Mia figlia mi ha salvato

Scritto da Silvia De Ninno / Pubblicato il 23 Set 2018

Ambra Angiolini, ospite a ‘I Lunatici’, programma trasmesso nella notte su Radio 2, ha raccontato la storia d’amore con Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, il legame con i suoi figli e sopratutto la sua lotta contro la bulimia.

I figli di Ambra hanno sicuramente un ruolo rilevante nella sua vita. L’attrice romana infatti, è mamma di due figli  Jolanda, 12 anni e Leonardo si 10 anni, avuti dalla sua precedente relazione con Francesco Renga e dichiara di essere guarita dalla bulimia proprio grazie a sua figlia.

L’attrice romana, finalmente dopo anni di silenzio, decide di mettersi a nudo e di parlare del suo disturbo alimentare. Ambra, diventata famosa già dall’adolescenza grazie al programma Non è la Rai, durante l’intervista ha dichiarato:  “La bulimia è una malattia che ancora non è così riconosciuta come tale. Mangiare tanto o non mangiare proprio non è un capriccio” ha poi aggiunto: “Riuscii ad uscirne grazie alla radio, perché di notte una volta feci tutta una puntata su questo tema. Il cibo è la cosa più facile da trovare, riempie un vuoto”. 

Ambra Angiolini e la bulimia: Mia figlia mi ha salvato

Ha poi affermato, che è stata proprio la gravidanza, quando aspettava sua figlia Jolanda,  ad aiutarla a guarire dalla bulimia. La presentatrice ha affermato, infatti: “Quando sono rimasta incinta di mia figlia Jolanda la fame d’amore si è placata.” Conclude poi descrivendo la bulimia, come un mancanza d’amore: “Il cibo è la cosa che riempie un vuoto, un pò si resta bulimici tutta la vita. La bulimia vuol dire anche amare tantissimo, desiderare tanto di essere amata. L’atteggiamento un pò bisogna coccolarlo, perché ti resta addosso. Se lo accetti non diventa una malattia.”

L’intervista ad Ambra continua e di certo non ha dimenticato di spendere qualche bella parola per il suo compagno Allegri. L’attrice infatti, ha affermato: “Qual è la regola per placarlo quando perde una partita? Io mi accorgo delle situazioni. Non vado mai allo stadio, ho delle cose scaramantiche, poi vivendo a Brescia non ha subito il risultato diretto. Quando esce dallo stadio va a casa, va con i suoi amici, aspetto 48 ore. E’ un uomo molto serio sul lavoro, torna sempre con la squadra, segue tutte le regole. Lo rispetto e intanto aspetto. So che tornerà.”