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Girl: recensione e trailer

Scritto da Roby Contarino / Pubblicato il 02 Ott 2018

Il film rivelazione del Festival di Cannes 2018. 

Girl: recensione e trailer

E’ stato proiettato per la prima volta a Cannes in occasione del Festival conquistando immediatamente il pubblico. Stiamo parlando del film “Girl” che ha sancito il debutto, sul grande schermo, del regista Lukas Dhont. Una storia raffinata che porta alla ribalta un tema molto discusso e al tempo stesso delicato, quello della transessualità. Un tema affrontato con grande abilità. Il regista racconta la storia di Lara una ragazza di sedici anni intrappolata nel corpo di un ragazzo e che nutre una sola grande passione, la danza classica. Una trasformazione resa sullo schermo da Victor Polster, un ballerino di danza classica, premiato per la miglior interpretazione al Certain Regard di Cannes.

La ragazza, nonostante la giovane età, è certa della propria identità, e con il supporto della famiglia, assume gli ormoni per dare inizio alla trasformazione del suo corpo. Un percorso doloroso che la porta a nascondere con nastro adesivo il suo sesso, simbolo di un vero e proprio rifiuto.

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Girl (Lukas Dhont) Parte 2 Más que exponer el bullying o la intolerancia hacia Lara, el realizador Lukas Dhont aborda el enfrentamiento interior y las inquietudes de la joven. Dhont nos sumerge en el interior de las rutinas, descubrimientos, temores, inquietudes, conquistas y derrotas del día a día de la protagonista. Casi siempre a través de pequeños episodios que enriquecen la trama y desarrollan al personaje. Son episodios que contribuyen no sólo a conocer el personaje y sus anhelos, sino que también ayudan a crear un vínculo tan fuerte entre el espectador y la adolescente, que aquel se sentirá compelido a compartir las sensaciones de ésta, tales como alegría, dolor, o tristeza. En Girl todo está mostrado con enorme contención, y tratado con una magistral sutileza a lo largo de este profundo, envolvente y delicado drama. Esta delicadeza es particularmente notoria en la relación casi maternal que la protagonista mantiene con Milo (Oliver Bodart), el hermano menor, o en la relación de enorme proximidad y complicidad con Mathias (Arieh Worthalter), su padre. Worthalter consigue insertar a la perfección una postura afable, comprensiva y tierna a su personaje, Mathias, un taxista que apoya a su hija en todas sus decisiones. A pesar del apoyo del entorno más cercano (colegio, amigos, médicos..), la comprensión del padre, de mentalidad abierta, y de su hermano, Lara, encuentra repetidamente los límites de género en los vestuarios o en la intimidad con un vecino adolescente. CALIFICACIÓN: 80/100 Crítica completa en: https://cinemagavia.es/critica-girl-pelicula-lukas-dhont/ #LgtbMovie #LgtbCinema #LgtbEspaña #GirlMovie #Girl #LukasDhont #VictorPolster @filmsvertigo @lukasdhont @victor.polster #VertigoFilms #movieaddict #bestmovie #cinephile #bestfilm #cinema #moviebuff #blogdecine #filmblog #estrenosdecine #critica #movies #movie #peliculas #pelìcula

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L’operazione vera e propria, però, potrà avvenire solo al compimento della maggiore età. A differenza di molti altri film, la protagonista può contare sull’appoggio di famiglia ed amici e dunque non nascondere le sue reali intenzioni. Il dramma, però, autentico della ragazza è il tempo e l’impazienza di dover attendere per potersi finalmente vedere allo specchio come lei vorrebbe. Un percorso lungo quello che dovrà vivere. Un percorso che richiede anni. Ma ad affliggere la giovane ci sono anche quelle piccole cose nella vita di ogni giorno che le fanno ricordare che il corpo che abita non ha la stessa forma della sua anima.

Girl: una lotta interiore e la passione per la danza

Una lotta interiore, quieta e riservata quella di Lara che non urla il suo malessere né si lascia andare a crisi isteriche. Una mascolinità che lei cela con lo scotch. Una lotta silenziosa anche nei lunghi sguardi allo specchio. Specchio che riflette quei muscolosi spigolosi che non riesce a lenire.

Una vita tumultuosa quella della giovane Lara. Una passione per la danza che la salva e la spinge a non arrendersi mai e non cedere davanti a nulla. Un riflesso autentico di delicatezza, eleganza e leggerezza. Doti alle quali la ragazza ambisce.

La danza, dunque, come metafora di perfezione. La danza come cura ai mali interiori. Le inquadrature, spettacolari, permettono agli spettatori di ballare insieme a Lara. Ma non solo, di percepire anche quella difficoltà che lei prova a muoversi in un corpo non suo. Una difficoltà che comunque lei tramuta in determinazione che la spinge ad andare avanti. Lara si sottopone ad allenamenti dolorosi per riuscire a danzare sulle punte. E così mentre le compagna di danza mostrano nelle foto il loro corpo, Lara lotta per inseguire quel sogno, piacersi.

Girl: il tema dell’adolescenza

Il regista porta così sul grande schermo il tema dell’adolescenza. Un tema importante che vede le amicizie, piccoli conflitti con la famiglia e la determinazione in parte dolorosa per realizzare il sogno di avere un corpo che la rispecchi. In tutto questo, le scene in cui Lara in metropolitana mostra il suo disagio di fronte ad una folla indifferente.

Girl: una storia emozionante

Una storia emozionante. Un percorso difficile e doloroso. Una lotta interiore contro sé stessi. Un film che avvolge e coinvolge, un debutto degno di nota per il regista 27enne. Il film è uscito ufficialmente nelle sale cinematografiche lo scorso 27 settembre.

Trailer