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Selvaggia Lucarelli Rolling Stone Italia: Chi tace è complice, quindi non taccio

Scritto da Giulia Cangianiello / Pubblicato il 09 Lug 2018
Selvaggia Lucarelli contro Juice Plus

Selvaggia Lucarelli attacca Rolling Stone Italia. La rivista di musica edita da Luciano Bernardini De Pace editore sta recentemente facendo parlare di sé. Sulla copertina di luglio, su uno sfondo arcobaleno è stampata la scritta: “Noi non stiamo con Salvini”. La cover preannuncia un numero interamente schierato contro il ministro Matteo Salvini. Sono interpellati personaggi di spicco del panorama musicale, televisivo e culturale italiano. Questi spiegano perché non si rivedono nel nuovo assetto politico italiano e nelle scelte messe in atto dal governo. Ma l’opinionista, che per circa tre mesi ha lavorato per la rivista, dice la sua in merito in un post sul suo account Facebook.

Selvaggia Lucarelli Rolling Stone Italia: perché ha lasciato il magazine

Selvaggia Lucarelli, nota per la sua tendenza a dire o scrivere tutto ciò che pensa, sceglie di non tacere nemmeno sul caso Rolling Stone.
In questi giorni la scrittrice ha già sollevato un polverone per l’accusa a Juice Plus. L’azienda di integratori promette di insegnare a condurre una vita sana e in forma con pochi sforzi. Sull’argomento la scrittrice ha preannunciato di voler andare a fondo.
Per quanto riguarda il magazine, la Lucarelli vi ha lavorato per un periodo di circa tre mesi all’inizio dell’anno. Ricopriva il ruolo di responsabile del web. Dopo aver dato le dimissioni, la giornalista ha spiegato il motivo della sua dipartita dalla redazione:

«L’editore, poi, si intromette continuamente nelle scelte editoriali che non devono danneggiare i suoi buoni rapporti. Pretendeva riunioni mattutine in cui si comunicassero i temi del giorno ai dipendenti del cartaceo, così da capire se i pezzi del sito avrebbero potuto disturbare il marketing o i buoni rapporti con sponsor, cantanti o case discografiche o amici degli amici. Diciamo che pur comprendendo e assecondando alcuni compromessi che ho trovato ovunque abbia lavorato, lì non esisteva possibilità di avere un punto di vista critico – pure se pacato – su nulla senza che qualcuno non finisse nell’ufficio dell’editore a lamentarsi. Inoltre respiravo ostilitá da alcuni ‘vecchi’ della redazione, praticamente tutta al maschile, in cui le donne assunte che scrivono sono in totale una di numero. È stato il posto meno rock che abbia mai visto».

Selvaggia Lucarelli Rolling Stone
La cover di luglio di Rolling Stone Italia

Selvaggia Lucarelli Rolling Stone Italia: l’attacco alla cover contro Salvini

A distanza di qualche mese la giornalista parla ancora di Rolling Stone. Dopo l’uscita del numero di luglio dell’edizione italiana della rivista, apertamente schierata contro Matteo Salvini, Selvaggia Lucarelli dice la sua in un post su Facebook:

Volevo trattenermi dal commentare ma chi tace è complice, quindi non taccio.Grande rumore per la coraggiosissima,…

Publiée par Selvaggia Lucarelli sur Jeudi 5 juillet 2018

In un lungo messaggio ai suoi followers, Selvaggia parla apertamente dei motivi per i quali ha dato le dimissioni dalla casa editrice. Sottolinea come quello di Rolling Stone sia un ambiente tutt’altro che liberale:

“Il motivo per cui dopo tre mesi ho rassegnato le dimissioni è proprio che di moderno, libero, solidale, lì dentro forse al massimo c’è la macchinetta del caffè che distribuisce caffè a tutti. Non avevo mai visto un ambiente di lavoro così tossico, illiberale, ostile, scorretto.”

Racconta anche di come l’editore abbia un atteggiamento dispotico nei confronti dei suoi dipendenti:

“L’editore urla e umilia continuamente i suoi dipendenti, al punto che, per rimanere in tema umanità, c’è più gente che negli ultimi anni è scappata da Rolling Stone che dalla Siria.”

Mette in luce inoltre, la mentalità maschilista che regna sul luogo di lavoro:

“Alla mia più diretta collaboratrice, che aveva un contratto da esterna ed era tutti i giorni in ufficio, a un certo punto è stato chiesto di non accompagnare più i figli a scuola e di presentarsi 30 minuti prima degli altri in redazione.”

La Lucarelli conclude quindi, affermando come, secondo lei, la posizione presa da Rolling Stone sia contraddittoria e fuori luogo:

“Ergo, DA VOI la copertina di sinistra proprio no.

Detesto Salvini, ma almeno lui è quello che è, senza doppia morale. E se ne ha una doppia, nel suo caso, quella nascosta non può che essere migliore di quella che mostra.”