Cessione del Quinto dello Stipendio spiegata dall’esperto Marco Germanò

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Come avrai già capito dal titolo, oggi abbiamo il piacere di ospitare nel nostro blog Marco Germanò di Prestitimag.it, uno dei massimi esperti del settore cessione del quinto dello stipendio. Questa è una formula di prestito molto incentivata per tutta una serie di ragioni che ti elenchiamo, partendo, però, dallo spiegarti che cos’è.

Che cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto non è altro che la possibilità di estinguere il proprio prestito in base allo stipendio che si ha. Praticamente, ogni mese si restituirà alla banca – o, comunque, all’ente che ti ha erogato il finanziamento – il 20% del proprio salario. Una sostanziale differenza rispetto alle forme di prestito è che il saldo viene fatto alla fonte, direttamente in busta paga.

Praticamente, tu da un lato non avrai il pensiero di pagare quanto dovuto perché farà tutto la banca e, dall’altro, quest’ultima avrà la garanzia che tu restituirai tutto, visto che si prenderà i soldi già alla fonte.

A chi è rivolto

Trattandosi di stipendio e salario, la cessione del quinto è rivolto a chi ha un contratto stabile. Attenzione però: difficilmente ti verrà concessa questa formula se sei un neoassunto o sei precario. E, in un mondo che fa della flessibilità la sua stella polare, non deve certamente stupire che questa formula, negli anni, stia via via calando.

Ci sono, infatti, dei requisiti abbastanza stringenti: oggi, infatti, viene concesso in particolare a chi ha un contratto a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione. In altre parole, chi è ‘garantito’ e dove la parola licenziamento è quasi un tabù.

Se hai un contratto dello stesso tipo presso un’azienda privata, potresti avere dei problemi perché o l’impresa potrebbe licenziarti da un momento all’altro oppure, magari, all’improvviso potresti ritrovarti in cassa integrazione.

La cessione del quinto può essere chiesta anche dai pensionati non troppo avanti con l’età. Generalmente, la soglia massima sono i 75 anni. La pensione è, infatti, ‘sicura’ e, quindi, le banche sono ben disposte a concedere prestiti a persone che ne usufruiscono. Meglio ancora se, magari, sono baby-pensionati.

Come si calcola il quinto dello stipendio

Il calcolo della cessione del quinto non è semplicemente lo stipendio diviso 5 o, se preferisci, il 20%. Perché, ad esempio, ci sono tutta una serie di variabili da considerare. Eccoti un esempio per farti capire come calcolarlo.

Prima di tutto, devi considerare lo stipendio netto, eliminando quindi tutti i ‘contorni’ accessori come gli straordinari, i turni, gli assegni familiari, i probabili premi produzione e tutto ciò che vedi nella busta paga. Mettiamo che, per semplificare, la somma diventi di 2mila euro al mese.

Questa somma va moltiplicata per i mesi dell’anno in cui percepisci lo stipendio. E, qui, c’è il primo aspetto interessante: in questo calcolo ci sono anche eventuali tredicesime e quattordicesime. Che significa? Che dovrai fare 2000×13 o 2000×14. Facciamo che tu percepisca solo la tredicesima e quindi sarà 2000 moltiplicato per 13. Il risultato verrebbe 26mila che, poi, va divisa per 12. Perché per 12? Perché, pagando ogni mese, tu ti troverai a saldare per 12 volte all’anno (quanti sono i mesi, appunto) la cessione del quinto.

Ventiseimila diviso 12 viene 2166,66. A questo punto dovrai dividere la cifra per 5 (o, se preferisci, fare il 20%): verrebbe 433,33€. Ecco, questa è la cifra che dovrai pagare ogni mese per saldare la cessione del quinto.

Perché proprio un quinto?

Chiudiamo questo approfondimento con una curiosità. Perché proprio un quinto? Perché, per consuetudine e per alcuni calcoli effettuati, si pensa che si possa vivere mediamente bene anche con i 4/5 dello stipendio. Magari non sarai d’accordo però…

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