Clemente Russo, la moglie: “Frasi infelici al Grande Fratello Vip”

clemente russo

Laura Maddaloni, moglie di Clemente Russo, è intervenuta su quanto accaduto al marito durante il Grande Fratello Vip: “Frasi infelici. È stato superficiale”.

Laura Maddaloni difende il suo Clemente Russo attraverso un’intervista rilasciata al settimanale Oggi. La moglie del pugile ha voluto dire la sua sulle accuse di omofobia e violenza sulle donne mosse al marito, squalificato per tale ragione dal Grande Fratello Vip. Dalle battute su Bosco Cobos, alle frasi pronunciate contro Simona Ventura, al GF si è visto un Clemente Russo totalmente diverso da quello che è nella realtà: “Non solo non è misogino, – ha spiegato la moglie Laura – ma dalle donne, in particolare le sue, si fa fare di tutto. Ha talmente tanto rispetto nei confronti delle donne che nemmeno con le nostre figlie riesce ad adottare la tecnica del ‘bastone e la carota’. Lui la da sempre vinta alle bambine, ci sono solo carote e coccole. L’uomo di casa sono io”.

Se la frase pronunciata da Clemente Russo nei confronti di Bosco era ironica, quella relativa alle donne è stata figlia di quelle “chiacchiere tra amici” che si fanno solitamente al bar, con la differenza che a riprendere il tutto c’erano le telecamere del Grande Fratello Vip e ad ascoltare c’erano quindi milioni di persone e non solamente l’amico di turno: “Ha solo peccato di superficialità! È scontato che non pensi ciò che ha detto. A volte – prosegue la mogliesi usano delle espressioni crude dal valore simbolico, metaforico. La realtà è tutt’altra cosa”.

Clemente Russo sembra aver superato questo incidente e ciò è stato possibile grazie all’affetto che tutte le persone gli hanno mostrato all’uscita della casa del Grande Fratello: “Inizialmente era scioccato e addolorato, poi, una volta fuori, ha toccato con mano l’amore della gente e la stima e l’affetto dei suoi colleghi. Non basta una frase infelice per cancellare trentanni di carriera: ha capito – conclude Laura Maddaloni – che i valori per cui ha sempre lottato nella vita e nello sport sono più forti di un equivoco all’interno di un reality”.

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Scritto da Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK.
Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario – cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti “Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”.
A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l’amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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