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Documentario Michael Jackson: denuncia degli abusi sessuali

Scritto da Antonella Benedetto / Pubblicato il 10 Gen 2019

Mancano pochi mesi all’anniversario della morte del re del pop Michael Jackson. Quest’anno saranno dieci anni dalla morte di una delle leggende della musica internazionale.

Secondo quanto riporta tgcom24 però, un’ombra è pronta a calare su questa ricorrenza e delle accuse del passato tornano prepotenti a marchiare la memoria del cantante. Al Sundance Festival 2019 – che si terrà dal 24 Gennaio al 4 Febbraio in Utah – verrà presentato un documentario che accusa nuovamente Jackson di abusi sessuali nei confronti di bambini.

Documentario Michael Jackson: l’identità delle vittime

Leaving Neverland – titolo del documentario -è stato prodotto e diretto da Dan Reed. In passato Reed è stato autore del documentario Three Days of Terror: The Charlie Hebdo Attacks.

Al culmine della sua popolarità, Michael Jackson iniziò una lunga relazione con due bambini, di 7 e 10 anni, e con le loro famiglie. Ora hanno 30 anni, e raccontano la storia di come Jackson abusò sessualmente di loro, e come riuscirono a convivere con questi ricordi anni dopo. Questa la sinossi della produzione, citata da Rolling Stone.Il film prende il nome dal ranch californiano di Michael è dura complessivamente 233 minuti.

Documentario Michael Jackson: Wade Robson

Al momento non si è ancora risaliti all’identità delle vittime. I fratelli che accusarono il cantante in passato, non hanno l’età riportata dai protagonisti del documentario. Il dubbio in verità permane su Wade Robson, coreografo 36enne, che denunciò il musicista nel 2013. Il caso, però, venne archiviato nel 2017. Di dubbio si parla perchè, da quanto riporta Rolling Stone, sul sito della società del regista Reed sarebbe apparsa una foto di Jackson e Wade. Proprio questa foto avrebbe scatenato le rimostranze di un rappresentante di Michael.

Questa è un’altra produzione disgustosa, un tentativo patetico di fare denaro ai danni di Michael Jackson. Wade Robson e James Safechuck hanno già testimoniato sotto giuramento, e hanno detto che Michael Jackson non ha fatto niente di inappropriato. Le cause milionarie intentate da Safechuck e Robson sono state archiviate, e questo cosiddetto “documentario” è l’ennesimo tentativo di rivangare accuse datate e screditate. È incredibile che un regista professionista si sia fatto coinvolgere in questo progetto.