Due medici trasferiti dal reparto dove lavorava Sara Pedri a seguito di inchiesta

Sara Pedri, SpyNews.it
Sviluppi sulla scomparsa di Sara Pedri. Il pubblico ministero ha aperto un fascicolo modello 45, ovvero atti non costituenti ipotesi di reato. Due medici sono stati trasferiti.

Sviluppi sulla vicenda di Sara Pedri. Il pubblico ministero ha aperto un fascicolo modello 45, ovvero atti non costituenti ipotesi di reato. Due medici sono stati trasferiti.

Si è resa necessaria l’apertura di un’inchiesta nel reparto di ginecologia, dove lavorava Sara Pedri. La dottoressa risulta ancora scomparsa. Lo scorso autunno era stata assegnata all’ ospedale di Cles. Poi seppe che avrebbe dovuto prendere servizio all’ ospedale di Trento. Secondo quanto espresso dalla sorella in una trasmissione televisiva, a lavoro, subiva umiliazioni con parole offensive ma anche atti che la terrorizzavano. Sara aveva perso molti chili a causa del lavoro e viveva un continuo stato di ansia. Delle sei ginecologhe in servizio nel reparto di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara di Trento, quattro avevano chiesto tutela legale per presunte vessazioni a lavoro. Il 3 marzo la ginecologa aveva rassegnato le dimissioni.

Numerosi trasferimenti dal reparto di ginecologia

Negli ultimi mesi una ventina di operatori sanitari hanno chiesto il trasferimento dallo stesso reparto. Non si tratterebbe di semplici voci, è stata aperta un’ inchiesta da parte dell’azienda sanitaria provinciale di Trento, a seguito delle pubbliche denunce della mamma e della sorella di Sara Pedri.

Le conclusioni e gli atti delle audizioni tenute, che hanno interessato ben 110 professionisti sanitari, sono state trasmesse in procura.

Il sospetto va in direzione di pesanti pressioni a lavoro, tali da ricondurre ad un clima di mobbing. In quel clima lavorativo potrebbe risiedere il motivo della scomparsa della trentunenne. 

Due i medici trasferiti a seguito di inchiesta interna

Dopo la scomparsa di Sara Pedri, il primario del reparto di ginecologia, a rientro dalle ferie, sarebbe stato trasferito ad altro incarico. Tuttavia con il procedere dell’inchiesta interna, l’ Ausl di Trento avrebbe trasferito anche una donna, una dirigente medico, vice primario e capo dell’équipe chirurgica. Attualmente non ci sono nomi sul registro degli indagati ed il fascicolo aperto dalla procura è privo di ipotesi di reato. Il pubblico ministero ha aperto un fascicolo modello 45. Si tratta di atti non costituenti ipotesi di reato e che verranno valutati e indagati ulteriormente, prima di formare eventualmente un’iscrizione della notizia di reato.

Scritto da Olga Labianca

Psicologa in ambito clinico e della salute. Insegnante di sostegno presso scuola primaria. Docente di psicologia generale, psicologia dell'emergenza e sociologia della salute presso Croce Rossa.
Mamma a tempo pieno.

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