Il maestro e il podista il romanzo d’esordio di Michele Auddino

Michele Auddino, SpyNews.it

Auddino è anche un autore di canzoni e musicista.

“Il maestro e il podista” il romanzo d’esordio di Michele Auddino

La presentazione del romanzo di Michele Auddino, trasmessa tramite Trinitube è stata molto di più di una semplice presentazione. L’incontro è avvenuto in una Chiesa e, il perché, lo ha spiegato don Riccardo Robella parroco della Chiesa Santissima Trinità. Era presente anche il giornalista ed editore Dino Aloi. Quando si parla e si pensa alla teologia, si pensa alla complessità. Molto spesso il discorso evocativo può passare attraverso vari canali, arte, romanzistica ad esempio. “Con Le Cronache di Narnia (dove siamo alla teologia più piena) o ne Il signore degli anelli, ci troviamo di fronte non ad una favoletta, ma ad una riflessione profonda tra uomo e Dio, tra il bene e il male, in tutte quelle tematiche che si compiono nella trascendenza. Abbiamo pensato alla Chiesa per dar voce a questo, facendo una buona cultura” ha spiegato.

Incontro su base teologica

La presentazione evidenzia, inizialmente, che l’incontro sia di base teologica, ad inizio del mese mariano e si parte dall’assunto che, nel momento in cui si toglie la D alla parola Dio resta l’ io, ed è ciò che nel mondo moderno porta  all’identificare con se stesso il proprio Dio. Lo si vede fare tutti i giorni, nei momenti di aggregazione, dove ognuno sta con il proprio telefono anziché stare con gli altri, non si gode il piacere di essere con gli altri, non c’è più il concetto di gratuità che è un concetto, ormai dimenticato, che distingue noi cristiani.

Dino Aloi fumettista, giornalista e redattore

Il dottor Dino Aloi interviene sostenendo che il libro lo ha divertito molto, occupandosi umorismo, come anche la casa editrice per cui opera. Partendo da una grandissima opera d’arte concettuale che ha fatto De Dominicis nel 1969, anche lui aveva fatto quest’opera d’arte con questo cartello, mettendo, cioè, in rapporto l’IO e una risata (concetto del ridere di me).

Continua: “Michele mi ha fatto leggere i suoi racconti brevi e nel mio giornale on line pubblico racconti. I suoi erano molto belli ed è iniziata questa frequentazione. Il racconto è molto lungo, caratteristico del genere, e lo pubblico perché è bello, merita, è diviso bene in paragrafi, in scansioni e sequenze. Scritto in modo molto scorrevole mentre, a volte, i racconti umoristici non hanno una fluidità del racconto, del divenire della parola.

Michele scrive in modo semplice non semplicistico. Quel concetto anche articolato, lo mette in modo semplice. La teologia e la filosofia sono ricchi e ci portano dove non arriveremmo e, se fatto in modo semplice, ancora meglio. Sono convinto che altri che leggeranno questo libro, troveranno altro, quindi l’artista diventa spettatore del libro. In questo romanzo, si parla dell’incontro autobiografico del Maestro e del podista, c’è questo correre di un tempo che non è esistito, è rapidissimo, un concetto filosofico e fisico insieme. Da una cosa si può inanellare tanto altro“.

La parola all’autore

L’idea parte dall’amore per “Il piccolo principe”.

I grandi parlano di numeri ed è l’idea del mondo moderno, dove tutti quanti non si danno nomi ma codici fiscali e password. Nel romanzo, in un mondo ipoteticamente perfetto, ipoteticamente perché, senza emozioni, non si nasce e non si muore ma ci si accende e ci si spegne, diventando nuovamente sistema.  E in questo mondo ipotetico non serve avere avere un nome, ma un numero, con una sigla davanti, x per i fattori femminili e y per quelli maschili. Rimanendo però solo dei numeri.

Scritto da Olga Labianca

Psicologa in ambito clinico e della salute. Insegnante di sostegno presso scuola primaria. Docente di psicologia generale, psicologia dell'emergenza e sociologia della salute presso Croce Rossa.
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