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Infedeltà coniugale e tradimento, le statistiche in netta crescita

Scritto da Redazione SpyNews.it / Pubblicato il 02 Dic 2018

Considerato dagli addetti ai lavori un fenomeno in netta crescita, le separazioni per infedeltà coniugale spesso nascono non solo dai sospetti di uno dei partner ma da vere e proprio attività di “ricerca”. In questi casi, notoriamente complessi soprattutto nella regolamentazione dei rapporti economici tra i coniugi, assume rilievo preminente il concetto di colpa e in particolare il concetto di mancata ottemperanza ai doveri che derivano dal matrimonio.

Tipicamente l’infedeltà viene scoperta (almeno nella stragrande maggioranza dei casi) per caso fortuito. In altri casi però il punto di partenza è il sospetto del partner che può condurre a due tipiche strategie contrapposte. Da un lato c’è il più classico dei “fai da te” con il coniuge tradito (o presunto tale) spinto a barcamenarsi tra messaggi, conversazioni su Whatsapp, foto su Messenger e chissà quale altra diavoleria.

In questa ipotesi i risultati arrivano spesso per caso fortuito: una foto di troppo sullo smartphone, una telefonata in un orario insolito da un numero sconosciuto, l’imbarazzo del partner al telefono: sono tutti sintomi di un potenziale caso di infedeltà che, però, salvo risvolti clamorosi, difficilmente condurrà il partner tradito a poter disporre di materiale davvero probante da utilizzare in giudizio.

Diversa è il caso di coloro che ricorrono ad agenzie specializzate nel trattamento dei casi di infedeltà coniugale. Questa è tipicamente l’ipotesi del partner tradito che, prima di dare il via ad interminabili querelle legali, cerca di premunirsi con una serie di attività in grado di migliorare la propria posizione durante la causa di separazione e soprattutto al fine di dirimere i rapporti economici all’interno della coppia.

Il fenomeno, che come esplicitato in premessa è in netta crescita, conduce ad un sensibile aumento dei casi di partner che finiscono per rivolgersi ad agenzie specializzate anche per evitare di incorrere in quella che sembra sia la peggior controindicazione nei casi di disamina giudiziaria di una causa di separazione per infedeltà coniugale, la violazione della privacy.