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Mezcal: Origine, Preparazione e differenze con la Tequila messicana

Scritto da Redazione SpyNews.it / Pubblicato il 17 Dic 2019

Il tequila è uno dei liquori più popolari in Italia, bevuto sia liscio che in numerosi cocktail, è diventato simbolo della produzione messicana di distillati. Tuttavia anche il Mezcal, ricavato dalle agavi, ha una sua importante storia ed una preparazione unica nel suo genere. Ecco quali sono le differenze tra i due prodotti e come riconoscere un Mezcal di qualità

Dall’agave, una pianta che cresce solo in determinati ambienti della regione messicana, si possono ricavare diversi tipi di distillati, tra questi il mezcal. L’etimologia di questo termine è da ricercarsi nella lingua nahuatl e significa semplicemente “agave cotta”. Il mezcal, essendo protetto geograficamente, può essere prodotto solo in setti stati messicani e la preparazione deve rispettare alcuni stringenti criteri.

Come è fatto il Mezcal?

Potenzialmente ogni tipo di agave può essere utilizzata per la preparazione del distillato. La procedura di distillazione parte dal frutto dell’agave, la piña, il quale viene frantumato (può pesare fino a cinquanta chili) e cotto all’interno di forni a carbone, ricavati in strutture in pietra.

Il prodotto viene poi lasciato riposare e stagionare per un periodo che varia dai due mesi ai sette anni in botti rispondenti ai canoni di preparazione. A seconda della durata del processo di stagionatura si ottengono bottiglie molto diverse l’una dall’altra, che prendono i nomi di Añejo, Reposado e Blanco.

Il Gusano: la tradizione del piccolo verme che aiuta l’invecchiamento

Caratteristica dell’acquavite Mezcal è la presenza – nelle botti della stagionatura – di una larva di coleottero (confusa spesso con un piccolo verme) chiamata “gusano”. Questa aromatizzerebbe ancor di più il liquore ed avrebbe poteri speciali, tra cui quello afrodisiaco. Ecco perché i messicani usano mangiare tale larva (fritta con il peperoncino) e non buttarla allo svuotamento delle botti.

In passato, poi, la larvetta era messa anche nelle bottiglie che venivano vendute ai consumatori. Il mercato americano – in tempo di proibizionismo – apprezzava tale segno distintivo di “genuinità”, ma nelle bottiglie oggi in vendita troviamo solo il liquore.

Cosa cambia tra Mezcal e Tequila?

Sono molte le differenze che intercorrono tra i due liquori, nonostante entrambi provengano dall’agave. In primis il Tequila può essere distillato solo a partire da una varietà specifica, ovvero l’”agave azzurra”, molto più pregiata dal punto di vista delle qualità organolettiche. Cambia molto anche nella cottura: in genere – a livello industriale – le agavi vengono cotte in contenitori ermetici di alluminio e non nel classico forno interrato.

Il Tequila inoltre pare avere una tradizione molto più recente: le prime attestazioni risalgono alla metà del XVIII secolo, quelle del Mezcal si perdono in tempi mitici. Per rispettare la denominazione d’origine protetta, inoltre, il Tequila può anche contenere fino al 49% di zuccheri aggiunti, mentre tale possibilità non è assolutamente contemplata nel Mezcal, anche se si possono trovare varietà non esattamente pure, ma comunque contengono almeno l’80% di agave. Nonostante meno diffuso nella grande distribuzione, non è difficile trovare il Mezcal: sono molti gli store fisici e virtuali che vendono questo particolarissimo tipo di distillato.