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Paolo Palumbo: chi è, età, carriera, malattia, Sanremo 2020

Scritto da Roby Contarino / Pubblicato il 06 Feb 2020

Durante la seconda serata del Festival il rapper ha cantato la sua canzone.

Paolo Palumbo: chi è, età, carriera, malattia, Sanremo 2020

Si è esibito ieri sul palco dell’Ariston di Sanremo, Paolo Palumbo, il rapper affetto da sclerosi laterale amiotrofica. Paolo Palumbo è nato ad Oristano, in Sardegna, nel 1997, è un grande appassionato di cucina. Fin da giovanissimo infatti sognava di riuscire a iscriversi all’Accademia di Gualtiero Marchesi. A 17 anni gli venne, però, diagnosticata la malattia. Nonostante ciò si iscritto ugualmente all’Accademia di cucina, aiutato dal fratello Rosario, che gli ha prestato braccia e mani. Tra i suoi sogni di ragazzo c’è anche quello di cantare. Infatti, ha deciso di presentarsi alle selezioni di Sanremo giovani con la canzone “Io sono Paolo”. Il brano non è stato selezionato per le finali ma Amadeus, commosso, ha voluto invitarlo personalmente al Festival di Sanremo. 

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Ieri, nella seconda serata del Festival di Sanremo, Paolo si è esibito con il suo brano “Io sono Paolo” insieme a Kumalibre (Cristiano Pintus) con Andrea Cutri a dirigere l’orchestra. Dopo l’esibizione il giovane ha lanciato un messaggio importante: “Buonasera sono tutti mi chiamo Paolo Palumbo ho 22 anni e sono nato in Sardegna e da 4 anni combatto con la Sla. Ringrazio lo staff di Sanremo e e Amadeus di portare il mio messaggio. Chiudete gli occhi e provate ad immaginare che la vostra quotidianità venga improvvisamente stravolta, pensate che non possiate più provare il piacere di bere un sorso d’acqua o cantare la vostra canzone preferita”.

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“Siamo 6000 in Italia, sapete chi è la persona che mi sta vicino? Si chiama Rosario, non è solo mio fratello, è anche il vero eroe. Al momento della diagnosi lui ha lasciato tutto per me, diventando le mie braccia e le mie gambe, ogni tanto mi fa arrabbiare, ma poi torna tutto come prima. La mia famiglia mi ha insegnato cosa è la parola sacrificio senza chiedermi nulla in cambio, sono convinto che tutti abbiamo l’amore” ha spiegato.

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Poi il giovane ha aggiunto: “La sla non mi ha impedito di diventare uno chef, la mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma un ragazzo che ha imparato a vivere con le sue difficoltà. Seguite il cuore, i limiti sono solo dentro di noi”. Prima di congedarsi dal pubblico, Paolo ha lanciato un bellissimo messaggio: “Avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? Avete cercato di fare il lavoro che volevate fare per svegliarvi col sorriso? Date al mondo il lato migliore di voi, se abbiamo bisogno di un cambiamento è proprio nella nostra mente. Non buttate via la vostra vita, quando avete difficoltà pensate a me e a tutti quei guerrieri che lottano”.