Robin Williams, la moglie racconta la causa della morte

Trascorsi due anni dalla morte di Robin Williams, la moglie Susan Schneider ha voluto raccontare l’ultimo anno di vita del marito e la causa che lo ha spinto al suicidio l’11 agosto 2014. Attraverso un articolo pubblicato sul magazine “Neurology”, intitolato “Il terrorista nel cervello di mio marito”, la Schneider ha ripercorso l’ultimo periodo di vita dell’attore americano: dalla comparsa dei primi sintomi sino all’atto conclusivo, il suicidio. Una morte che in qualche modo era stata annunciata dallo stesso Robin Williams durante uno degli ultimi film, “L’uomo più arrabbiato di Brooklyn”, girato nel 2013, con la battuta: “La mia lapide dirà 1951-2014”. Una triste coincidenza.

Proprio nel 2013 sono comparsi i primi sintomi di una malattia che avrebbe condotto, nel giro di un anno, Robin Williams verso la morte: “Ho visto l’uomo più coraggioso del mondo alle prese con il ruolo più difficile della sua vita. Aveva un tremore alla mano sinistra, problemi di stomaco, insonnia e attacchi di panico. L’olfatto diminuiva. Non riusciva più a controllare l’ansia”. A ciò ben presto si aggiunsero dei problemi di memoria che per un attore risultano ancor più insuperabili: “Di punto in bianco non ricordava più le battute – racconta la moglie Susan Schneider -. Solamente qualche mese prima aveva recitato in teatro, facendo anche due spettacoli al giorno, senza avere alcun problema”.

Avvertiti i primi sintomi, Robin Williams ha svolto analisi e ascoltato il parere di diversi medici, fino ad avere la definitiva diagnosi: l’attore era affetto dalla “demenza da corpi di Lewy”, una malattia neurodegenerativa correlata ad Alzheimer e Parkinson, e alternava momenti di lucidità ad altri in cui faceva e diceva cose prive di senso. “Voglio solamente riavviare il mio cervello. Ho l’Alzheimer, la demenza, sono schizzofrenico?”, diceva l’attore, una condizione che Robin Williams non è riuscito a sostenere. “Buonanotte, amore mio”, sono le ultime parole che l’uomo ha detto alla moglie prima di compiere il folle gesto. Un ultimo saluto. Il giorno dopo Robin Williams fu trovato morto nella sua villa californiana.

Scritto da Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK.
Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario – cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti “Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”.
A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l’amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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