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Sanremo 2020, Junior Cally in gara: è guerra sui social

Scritto da Roby Contarino / Pubblicato il 20 Gen 2020

Il rapper è accusato di scrivere testi sessisti e populisti.

Sanremo 2020, Junior Cally in gara: è guerra sui social

Dopo le contestazioni ad Amadeus, che era stato accusato di sessismo per una sua frase, si va ad aggiungere un’altra polemica. Questa volta a finire sotto giudizio è il rapper Junior Cally. Il rapper è stato scelto da Amadeus tra gli artisti in gara. La sua scelta, però, non è stata da subito condivisa né sui social e né dai vertici Rai che si sono scagliati pesantemente contro il cantante accusato di scrivere testi sessisti e populisti. Nelle sue canzoni, i temi sono gli stessi della trap e del rap italiano: alcol e sigarette, accessori di lusso e macchine lanciate a duecento all’ora. Crisi esistenziali, notti consumate con il drink in mano, la pula, la droga, i “cuori neri”, i cuori spezzati, le regine di cuori che dagli uomini si fanno corteggiare a suon di Louboutin e cene pagate.

Una delle sue canzoni al centro di numerose polemiche è “Gioia”, con la tipa che “beve poi ingoia/Balla mezza nuda, dopo te la da/Si chiama Gioia/perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà”. In “Auto blu” invece esordisce con “Sta cavalla di scena è tr**a, la galoppo” e in “Ronaldo” dice che “mentre guido lei mi spo***na”. Frasi pesanti che che inneggiano allo stupro e alla violenza sulle donne. 

Sanremo 2020, Junior Cally in gara: è guerra sui social

Numerose le associazioni che sono scese in campo per chiedere l’esclusione dalla gara del rapper. Anche Matteo Salvini ha espresso il suo disappunto: “Uno che incita all’odio e alla violenza contro le donne. Per un anno ho lavorato con Giulia Bongiorno per far approvare il codice rosso. Oggi leggo che la Rai e il più importante festival della canzone italiana, usando denaro pubblico, sdoganano femminicidio e stupro. Non ho parole: mi auguro che questo tizio non metta mai piede sul palco di Sanremo”. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Rai Marcello Foa che ha detto: “La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale”. Infine, un invito ad Amadeus: “Speriamo che il direttore artistico, che gode di stima anche per essere una persona moderata e di buon senso, sappia riportare il Festival nella sua giusta dimensione”.