Vestiti che cambiano colore? Ecco come è possibile

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Dallo snervante dilemma del vestito dal colore incomprensibile a veri e propri abiti camaleontici

È passato diverso tempo dal boom del dressgate che ha fatto impazzire il web con la foto di un vestito a righe apparso su Tumblr, eppure c’è chi si domanda ancora come fosse possibile spaccare in due l’opinione quando il vestito è chiaramente blu, no bianco, anzi è blu… insomma!

Per fugare ogni malinteso, questo enigma è stato scientificamente risolto: l’occhio umano può differire nella ricezione della luce e di conseguenza anche del colore.

Secondo un ricercatore della University of Nevada, Michael Webster, il colore blu è infatti tra i più problematici, mentre il bianco (sotto luce rossastra) oppure il rosso (sotto luce bianca) vengono percepiti facilmente.

Webster, dopo aver mostrato la famosa fotografia a degli studenti, ha dimostrato che bastava invertirne i colori per mettere tutti d’accordo e dichiarare che il vestito fosse in realtà giallo.

Un neuroscienziato di opinione diversa, Bevil Conway, suggerisce che la colpa è da attribuirsi a una cattiva qualità dell’immagine, impedendo al cervello di ricevere informazioni sufficienti per determinare l’effettivo colore dell’abito.

Il cervello”, dice appunto, “non ha a disposizione abbastanza informazioni per discernere i colori. Quindi deve necessariamente fare delle ipotesi sul contesto, e specialmente sul tipo di illuminazione della fotografia”.

Ma a rendere infondata l’ipotesi è il fatto che tra gli stessi soggetti c’era chi afferma che la fotografia fosse stata scattata all’aperto e contrariamente chi è convinto che il vestito sia illuminato da una fonte luminosa arancione.

Effettuando un test su 1400 persone ha persino notato che generalmente i soggetti più anziani vedono il vestito bianco-oro mentre i più giovani blu-nero.

Non c’è solo l’illusione ottica ma anche la tecnologia

No, non è il vestito della principessa Aurora, nessuna magia se è questo che ti stai chiedendo.

Se poco fa si parlava di un dubbio di natura scientifica ora entriamo nei dettagli di un’invenzione vera e propria:

I ricercatori del Mit di Boston hanno creato il Photochromeleon, una tecnologia che permette agli oggetti (e quindi anche agli abiti) di cambiare colore in base alla luce che li colpisce.

Si tratta di una soluzione di coloranti fotocromatici dei tre colori primari (blu, giallo e magenta) che reagisce alla luce in modo diverso a seconda della reazione del colore.

Sarebbe ancora più problematico scegliere il nostro outfit se cambiasse a seconda dell’umore (parafrasando le scale di Hogwarts, “ai vestiti piace cambiare“).

Ciò non toglie che Manuel Deneu (programmatore) e Claire Eliot (stilista) hanno presentato la tecnologia di dispositivi Intel a Roma, durante la Maker Faire. Con la loro startup, i due innovatori hanno realizzato un tessuto nero che una volta indossato è capace di cambiare grazie a dei sensori.

Per ora, mirano ad una produzione di nicchia con costi di oltre 300 euro per pezzo.

In ultimo, vanno ricordati anche i tessuti in fibra ottica, che permette veri e propri effetti wow fino a rendere gli abiti vivi come se uscissero dalla fiaba di Cenerentola.

Scritto da Jessica Lunedei

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